
Di un fine settimana a Genova.
Sto aspettando Leonardo, e non sto più nella pelle. Non vedo l'ora
di saltargli addosso. :)
Eccolo, eccolo, eccolo, mio, mio, mio.
- Bambolina, dolce!
Perché mi chiama sempre con questi nomi cretini? :|
Un po' mi piace, un po' sono veramente cretini. Poi potrebbe pure capirlo che ho la sindrome di Pippi Calzelunghe. :|
A proposito di età...
- Non ti ho mai visto con gli occhiali. Sembri più vecchio. Però
sei bello.
- Bello non me l'aveva mai detto nessuna.
- Strano, perché sei proprio un bel pezzo di manzo.
- Nemmeno pezzo di manzo me l'aveva mai detto nessuna.
Si vede, che non sa di essere bello. Eppure lo è. :)
- Ok, pezzo di manzo è un'esagerazione, sei troppo magretto
per essere un manzo.
- Magretto? Veramente sono ben ottanta chili, cioè, a occhio e croce,
il doppio esatto di te, bambolina.
Mi ha preso in braccio e mi bacia. :)
- Dai, fammi scendere, per la cronaca peso 47 chili, forse 46 che non mangio
da tre giorni, anzi muoviti che voglio andare a prendere la focaccia e dopo
andiamo in albergo, non fanno il check-in prima delle due.
- Aiuto, calmati. Quando ti agiti così mi fai paura. Perché
non hai mangiato? Dov'è la focaccia? Quando andiamo in albergo?
- Ho avuto la febbre, la focaccia è a pochi isolati da qui, e l'albergo
anche. E ci andiamo dopo le due. Bene? Bacio?
Buona la focaccia, stavo morendo di fame.
- Sembri anche più serio, con gli occhiali.
- Lo so. Sono solo lievemente astigmatico, mi fa piacere averli quando sono
stanco. E a lezione.
- Non ho mai sentito una tua lezione.
- Meglio così, scommetto che faresti di tutto per farmi confondere.
- Tipo sedermi nell'ultima fila e masturbarmi mentre parli?
- Ecco, tipo.
- Ma tu potresti continuare tranquillamente a fare gli esercizi di preparazione
al compito e io sillaberei SES-SO SES-SO ogni volta che fai una domanda alla
classe.
- L'ideale, per mantenere la concentrazione.
- Oppure potrei aspettare l'intervallo e rubare quel grosso pennarello verde
che usi per scrivere sulla lavagna luminosa, che sarà caldo perché
l'hai tenuto in mano per quasi un'ora, e infilarmelo tutto dentro.
- Come fai a sapere dei pennarelli verdi?
- Oh, lo sa tutta la facoltà che hai questa mania del verde. Però
non so perché.
- Niente, è solo... Gesù, sto pensando al pennarello nella
tua passerina, non riuscirò mai più a scrivere nulla.
- E chi ha parlato di passerina? È solo un pennarello, davanti che
gusto vuoi che dia.
Dai, ripigliati, stavo scherzando, non ci vengo alle tue lezioni. :)
- Buongiorno, ho prenotato due singole, Alice C.
Sì, va bene, una cosa è andare a letto insieme, altro è dormirci, in quel letto. Mi sento a disagio, è inutile che mi guardiate così, te e il tipo della reception. :|
- Bambolina, perché non stiamo insieme? Che problemi ci sono?
Boh, sono le mie paranoie, kevvuoi. Nel dubbio che l'altro pensi "Beh, scopare abbiamo scopato, perché non se ne va?", mi levo di torno e basta. Poi per me "stare insieme" ha un altro significato, ma Leo usa spesso stare al posto di essere, e comunque m'è venuto un tuffo al cuore.
- Alice? Ci sei?
Mica tanto.
- Come preferisci tu.
- Allora chiedo una camera doppia.
Sì. Come vuoi. Non sono nemmeno qui, non mi interessa nulla.
- Bambolina, la carta di identità.
Eccola. E non guardare la foto.
Saliamo in camera, tiro fuori dalla sacca la mia camicia per stasera, sembra
sia appena stata rigurgitata dal gatto, e le cose del bagno.
- Faccio una doccia, va bene?
- Posso stare con te?
Certo, puoi fare tutto quello che vuoi, tanto non esisto.
Facciamo la doccia insieme, ma non c'è nulla di erotico. Io sono
completamente svanita, sembro la bambina maltrattata del telefono azzurro.
Leonardo sembra il telefono azzurro: mi accarezza, mi insapona i capelli,
li risciacqua.
- Balsamo.
- Balsamo?
Devi usare il balsamo, altrimenti non li pettino più.
- È buono.
Certo che è buono, cosa pensavi che usassi, piscio di vacca? E aspetta,
il balsamo non va risciacquato subito, deve stare in posa qualche minuto.
Intanto continua ad accarezzarmi e a dire cose dolci, mi sono quasi ripresa.
Torniamo in camera, il mio beauty si è rovesciato sul letto, Leonardo
sta curiosando (naturalmente in primo piano ci sono gli assorbenti, la crema
per le smagliature, il correttore per le occhiaie e altre cose imbarazzanti).
- Questo mi piace!
No, davvero, lo so che sembra una sonda anale, ma è solo un tonico
anticellulite (Bodytonic Garnier, se qualcuno fosse interessato), è
al mandarino, ha un sapore buonissimo.
- Lo usi dopo la doccia?
- No, prima di andare a letto. Dopo la doccia uso il latte corpo, quello lì
azzurrino.
Aquolina, yumie. :)
- Ma è zucchero a velo, sei davvero una bambina!
No, sei te che vivi nelle caverne. :)
Rovescia un po' di latte, senza riscaldarlo tra le mani, così mi arriva diretto sulla schiena bello ghiacciato, e lo spalma un po' dappertutto. Insomma, non ha una grande tecnica, però ha le mani calde e forti. Un po' troppo forti, ho tutta la pelle arrossata. E un po' troppo latte, stasera mi tiro dietro tutti i gatti dei caruggi.
- Bambolina, sembri un pasticcino, devo per forza assaggiarti.
Chiamandomi Alice, ho sempre inteso i riferimenti ai pasticcini come prodromi
di una qualche sfottitura (pasticcini, specchi, gatti, conigli bianchi e
compagnia cantante), mi sto già scocciando.
Invece inizia a leccarmi.
- Stai zitta e stai buona. Smetti di avere paura, devi fidarti di me, Alice,
davvero, è importante.
Oh oh, mi ha leccata per un'infinità di tempo. Ogni tanto si fermava, mi accarezzava, mi abbracciava forte. E non ha voluto assolutamente che lo sfiorassi. Gli orgasmi non li ho contati, diciamo più di uno e meno di dieci. All'ultimo avevo un sacco di dita infilate dappertutto, e la passera in fiamme.
- Potevi farti la barba!
- E devo essere proprio bravo se queste sono le tue uniche considerazioni!
No, sei stato meraviglioso. Siamo abbracciati strettissimi, mi vergogno un
po', sussurro un "grazie" flebile flebile. :')
- Avevo bisogno di vederti godere, bambolina mia, avevo bisogno di sapere che ti piace stare con me. Un'altra scopata come quella di lunedì sera non l'avrei sopportata.
- Jeans, camicia e maglione, perché?
Perché devo decidere cosa mettermi, e ho solo due possibilità,
che se portavo anche solo uno spillo in più, Stefano mi buttava fuori
dall'auto.
- Non hai portato un abito da sera? Uno smoking, una marsina?
Oddio, sto pensando a quanto deve essere bello Leonardo in tight. Ma è
un abito da cerimonia, pensiero pericoloso. :)
- No, non mi avevi detto che era una serata formale.
- Ma certo, sarà pieno di fotografi, adesso cosa facciamo!
Chissà perché, la parte della donnetta isterica mi riesce
sempre così bene. :)
- Scema che sei, per tre secondi mi sono pure preoccupato.
- Davvero, ho solo due vestiti, se mi dici di che colore ti vesti, posso scegliere
cosa mettere.
- Capisco.
Oh, che aria di sufficienza. Va bene, non risolveremo il problema della
fame nel mondo, ma intanto mi dici come cavolo ti vesti?!?
- Ho i jeans neri e un maglione grigio scuro, vado bene, principessa?
Nero e grigio scuro, sembri il fratello stinto di Diabolik. E comunque
no, non vai bene per nulla, perché la mia camiciola è grigia
e scommetto che non si piglia col grigio del tuo maglione.
- Non posso scegliere io? Sono bravo, mia nipote me lo dice sempre, e avete
più o meno la stessa età.
Non per sfiducia, ma...
- Quanti anni ha tua nipote?
- Quindici o sedici, mi sembra, come te.
Ah, lo sapevo che tiravi a sfottermi, troppo facile. :)
- Anche io ho un nipote di sedici anni, se vuoi possiamo combinare.
- Ma tu sei pazza. Mio fratello mi tira una coltellata, se faccio uscire la
sua bambina con un ragazzo.
Comunque, torniamo al mio problemissimo. Ho un abitino in jersey, color corda, da mettere con questi fantastici stivali scamosciati, oppure dei pantaloni neri morbidi, con la vita bassa bassa molto bassa e la famosa camiciola grigiolina tutta svolazzante, da fata dei boschi.
- La camicia è trasparente, i pantaloni ti lasciano il sedere scoperto, l'abito è troppo corto e troppo aderente e se ti infili quegli stivali ti salto addosso. Puoi mettere i jeans che avevi oggi pomeriggio e una mia camicia. Ben abbottonata.
Grazie dell'aiuto!
Va bene, mi metto la camiciola, temo che sarà una serata alcolica
e se qualcuno mi vomita sugli stivali scamosciati mi prende male, che per
averli ho dovuto corteggiare la carta di credito di Robert per una settimana.
- Mi devo truccare e pettinare, posso usare il bagno?
- Aspetta, pipì.
Ma non chiude la porta! Da quando siamo così in confidenza?
È la prima volta che vedo un uomo fare pipì, è... strano!
:|
- A che ora usciamo?
No, non ti girare verso di me, e usa tutte e due le mani, che perdi il controllo
dell'idrante.
- Verso le dieci.
Ma se lo sciacqua nel lavandino?!? Io mi ci lavo la faccia e lui l'uccello? È normale? Oddio, a casa divido il bagno col Gibbo, che schiiiiiiifo. :(
Andiamo a piedi, è qui vicino. Non fa freddo, ma c'è un vento
che levati. Tempismo perfetto, brava brava, c'è già un po' di
gente ma non c'è ancora troppo casino, così posso guardarmi
un po' in giro e presentare Leo senza dover urlare come una pazza.
Paolo, il festeggiato, e la sua ragazza Elisa. E poi le Silvie, i Mattei
e i Davidi (avevamo un sacco di nomi doppi, in classe). Nicola, Lorenzo, Elena,
Monica, Simona e relativi accompagnatori. E Stefano, naturalmente.
- Ciao prof, ciao Ali. Quanto mi piacciono i pantaloni acchiappa-chiappa!
E bam, palpatone a due mani.
Leonardo si è un po' irrigidito, mi sta stritolando un braccio. Provo
a spiegare, ma mi viene da ridere.
- Stefano si è autonominato tutore delle mie chiappe anni fa, ha diritto
di palpaggio e controllo consistenza.
- E sarebbe ora di revocarli, certi diritti.
Geloso di Stefano! :)
La serata sta procedendo bene, Leonardo è carino e sembra a suo
agio, se non ci fosse l'Ostronso con la sua ragazza tonta, sarebbe tutto
perfetto.
- È lui, quello che ti scopa in questo periodo?
Io sono Max, siamo stati insieme due anni. Lei è Maria Cristina, la
mia tipa.
- Io sono Leonardo, il fidanzato di Alice.
Che botta, fidanzato! È così formale, così démodé, così... wow! :)
- E cosa fai nella vita?
- Studio. Dovrei laurearmi a febbraio.
Come "studio"? Perché questo basso profilo? Con l'Ostronso
bisogna banfare, sempre e comunque, per principio.
- Ma quanti anni hai?
Attenzione, io so dove vuole arrivare l'Ostronso, ma non riesco a bloccare
Leo.
- Ventinove, perché?
Perché l'unica cosa buona che è riuscito a fare l'Ostronso
è stata quella di laurearsi relativamente presto, e la mena a tutti.
E infatti...
- Io mi sono laureato a ventiquattro anni.
Cioè a giugno dell'estate scorsa, e nessuno te l'ha chiesto.
- Io i ventiquattro li ho compiuti un mese esatto dopo la tesi. Poi ho fatto un master di specializzazione e ho iniziato a lavorare. Ma il mio relatore ha insistito affinché prendessi il dottorato di ricerca, ed è stata una fortuna, altrimenti non avrei conosciuto la mia bambolina dolce.
Tiè.
E mi sta baciando. Anzi, per la precisione mi ha strattonato la testa all'indietro prendendomi per i capelli, e mi ha infilato la lingua in bocca. Mi fa impazzire quando fa così, potrei crollare in ginocchio e fargli un pompino di fronte a tutta la sala. Vediamo se regge il gioco: gli metto una mano sul petto e lo accarezzo scendendo in direzione pacco.
- Bambolina! Se stai buona, quando arriviamo in albergo puoi avere un regalo.
E mi batte la mano sul fianco, ruotando però le dita verso il culo, in modo da levare eventuali equivoci sulla natura del regalo. Maria Cristina ha gli occhi fuori dalle orbite e l'Ostronso è sudato in maniera imbarazzante: mi conosce, e sa che probabilmente stiamo scherzando, e proprio perché mi conosce, sa che forse non stiamo poi scherzando davvero. ^_^'
Niente da fare, l'Ostronso continua a darmi il tormento.
- Allora, Alice, hai finalmente capito che l'unica possibilità che
hai di laurearti è scoparti tutti i professori, vero?
E ridacchia come un coglione, e la sua ragazza con lui.
Non tollero che LUI mi dia dell'idiota. Non lo sopporto, davvero.
- Almeno io scopo, e tu?
- Cos'è, nostalgia del mio cazzo?
- No, guarda, quello proprio no.
- Eppure ti piaceva, eccome. Il tuo... "fidanzato"... sa che scopavamo
in continuazione?
- Quantità a scapito della qualità, come i detersivi delle sottomarche.
E, sì, mi è piaciuto sino a quando non ho provato the real
thing. Se non fosse arrivato Igor, rischierei di stare ancora con un
fesso come te.
Colpito, vero? ^_^
La storia di Igor ti brucia da morire, e sono passati cinque anni. La tua
ragazza è talmente cogliona che non si accorge di nulla, e ti è
passata la voglia di fare lo spiritoso.
- E allora vai a farti spaccare il culo dal tuo professorino.
- Sì sì, non ti preoccupare, mi faccio fottere bene bene. Ancora
ti rode che in due anni che siamo stati insieme non sei mai riuscito a infilarmelo
nel culo, mentre Leonardo ci affonda che è un piacere.
Leonardo mi ha presa per un braccio e mi sta allontanando, ma faccio a tempo a incrociare lo sguardo di Maria Cristina.
- Hey, figamoscia, prova un po' a dargli il culo, stanotte, così magari
la smette di essere ossessionato dal mio.
Ha la faccia di una che sta per svenire. Se sviene, la prendo a calci mentre
è a terra.
Leo mi sta portando via di peso, tipo Obelix col cinghiale.
- Ma cosa ti prende, hai bevuto?
No, non ho bevuto praticamente nulla, lo sai benissimo. È solo che l'Ostronso riesce a tirare fuori il meglio di me. Siamo stati insieme due anni, due kazzo di anni del kazzo, ero completamente rincoglionita, lo odio.
- Cosa te ne importa, ormai. Ci sono io. E io sarò anche un cavernicolo geloso, ma ci sto male quando parli in questo modo. Lo so che non sono il primo, ma adesso ci sono io, e la tua fica è mia, il tuo culo è mio, non voglio più sentirti parlare così.
Aspetta, che le nebbie del furore si stanno diradando, non ti stai lanciando un po' troppo? Non capisco se mi sta kazziando, se è una dichiarazione d'affetto, o entrambe le cose. Boh. Però sorride. :)
- Poi veramente io dietro non te l'ho messo mai.
- Mii, è un particolare, come sei pignolo.
- Eh, pignolo, vabbuo.
Sarà l'emozione, sarà il fumo, ma m'è venuta una botta di sonno che dormirei in piedi. Entriamo in camera, mollo i vestiti un po' a caso, mi strucco, mi lavo i denti, raccolgo i capelli a treccia per la notte e crollo sul letto, a pelle di leopardo.
- Leo? Possiamo dormire dormire ?
Spero abbia risposto di sì, perché sono già mezza addormentata.
- Bambolina, mi fai un po' di spazio o devo proprio dormire per terra?
- Hhhrhhh.
Sposta un po' di gambe e di braccia (dormo in maniera scomposta, va bene)
e mi stringe forte.
Ci deve essere un qualche effetto di magnificazione, perché Leonardo
è al massimo una decina di centimetri più alto di me, eppure
quando mi tiene così mi avvolge completamente.
Una versione sexy della coperta di Linus.
Sexy e intostata.
- Hmm, erezione inutile, sto dormendo.
- Allora dormi, e smettila di strusciarti contro di me. E si lamenta pure.
Non mi sto strusciando, sto cercando una posizione comoda, e tu mi ostacoli.
Oh, così a cucchiarelli può andare, 'notte.
Heeeey, ma queste sono molestie sessuali! :)
Me l'ha infilato così, mentre siamo sdraiati sul fianco, e il suo
braccio destro è sotto di me e mi abbraccia forte, e la sua mano
sinistra mi accarezza.
- Leonardo!
- Shhh, zitta, mi piace tanto.
Anche a me piace. :)
- Leo, ti prego non ti fermare, non ti fermare, non ti fermare, non - ti
- fer - ma - re -
Yeah! :)
- Sì!
Ah, già, ci sei anche tu.
E questa roba appiccicosa sulla mia schiena?
- Gommino! Gommino! Non avevi messo il gommino?
- No, ero mezzo addormentato anche io, e comunque non sono venuto dentro.
- E ci mancava che mi farcissi di sperma, ma come ragioni?
- Ohè, bambolina, calmati. Non sono un ragazzino, ho trentanni, sono
stato attento, non credo di meritarmi queste parole.
Già, è pieno il mondo di ragazze che restano incinte perché
l'astuto compagno è "stato attento".
- Tanto non sei tu, che ci resti.
- Dai bambolina, non parlarmi così. A che giorno sei?
Boh. Aspe, mar mer giov ven sab dom.
- Sesto giorno.
- Allora siamo abbastanza tranquilli, vero?
Che ne sai, magari ho un ciclo di venti giorni e al sesto sono fertile
come un campo appena concimato.
- Sì, tranquilli.
Però resta il fatto che m'hai appiccicato tutta la schiena, e se
mi tocca fare una doccia alle cinque del mattino, come minimo devi farmi
compagnia. Scendo dal letto dalla sua parte, strofinando bene la schiena
contro il suo petto.
- Fai una doccia anche tu, vero? :)
- Metti una sveglia, dobbiamo alzarci alle dieci.
Cioè mi restano solo quattro ore di sonno, che bello.
- Non ti preoccupare, io comunque alle sette mi sveglio.
- E chi sei, l'undicesimo magnifico eroe?
La cultura di Leonardo in materia di cartoni animati lascia un po' a desiderare. Cavoli, i dieci magnifici eroi, sono i magnifici eroi, potrei cantargli tutta la sigla. E nessuno mai li fermerà!
- È solo abitudine, mi sveglio sempre alle sette.
Mah. Io per abitudine mangio la nutella coi sottaceti, ma non me ne vanto
mica.
- E non fare cose strane mentre dormo, tipo annusare le mie mutandine, provare i miei vestiti o correggere i miei appunti.
- Piccola, ti svegli?
Leonardo è seduto sul letto, le gambe allungate, un libro in mano,
la mia testa in grembo.
- Scinque minuuti.
- Dai, che perdiamo il treno.
- Ce n'è uno ogni ora, prendiamo il prossimo.
- No, bambolina, hai detto ai tuoi che torni per l'una, ti aspettano.
Sì, come no.
In treno, tra le sue braccia, come al solito. Gli sto un po' troppo addosso,
vero? Non importa, fino a quando non si lamenta, ne approfitto.
Ho dormicchiato un po', l'ho baciato, ho letto. Leo ha letto per tutto il
tempo.
Anche se io sto leggendo Capitani Oltraggiosi di Lansdale e Leonardo Plauto. E io di Plauto ricordo solo... "Plauto, commedie". Sono ignorante come un comodino. Però Leo non conosce Lansdale, e per convincerlo a leggerlo gli ho fatto un riassunto da schifo della notte del drive-in: "hai presente, tutto ambientato in questo drive-in coi b-movies continuamente in onda e poi questi si fondono e c'è il re del pop-corn e...". Mi sa che gliel'ho rovinato. :(
Milano Centrale, non è venuto a prendermi nessuno, come previsto. Leo c'è rimasto male, se dice ancora un "mi dispiace" gli dò un pestone.
- Non ti preoccupare, prendo i mezzi.
- Macchè, aspetta, c'è Giordano, ti accompagniamo noi.
Dai, mii, non è successo niente, si sono solo dimenticati di venirmi a prendere, già non ho un kazzo di voglia di andare a casa, se poi fai questa faccia veramente mi taglio le vene.
Sono in camera mia da una mezzora, mia madre mi ha detto "Ah, sei tornata", Robert non c'è e il Gibbo nemmeno. Entra il piccolo.
- Hai lasciato la borsa nell'ingresso, ti suonava il telefono.
Due chiamate di Leonardo.
- Grazie, piccolo, richiamo il mio amico e poi giochiamo ai mostri, vuoi?
- Sìì. Però telefoniamo insieme.
- Va bene. Faccio il numero di Leonardo, sei pronto?
In coro.
- Ciao Leonardo, siamo Alice e Giacomo, abbiamo visto la tua telefonata e
ti abbiamo richiamato.
- Ma chi siete, Que e Quu, gli ultimi nipoti scemi dopo Qui Quo e Qua?
- Io sono Quuuuuuu.
- Giordano... hai creato un mostro. Cercavamo Leonardo. -
- È andato a prendere le sigarette all'automatico, torna subito. Gli
dico che hai chiamato.
- Quuuuuuu.
- Sì, va bene, Giacomo stai buono un secondo, Giordano, grazie. Ahia,
scemolo, mi hai dato una testata nella pancia.
- Il mostro Quuuuuu.
- Ciao bambolina, perché Giordano si sta dando delle manate in fronte?
- Siamo i mostri Quu e Que.
- ... bambolina, mi manchi, vieni qui?
Magari. Ma siamo stati insieme tutto il fine settimana, temo la sovraesposizione.
- Sì, no, non posso. Facciamo domani sera?
- Va bene. A domani sera. Ciao, bambolina dolce.
- Ciao Leo, grazie.
:'(
- Giacomo... i mostri!
- I mostri!
L'ha raccontato Alice, dal 10 al 12 dicembre del 2005. I post originali
sono sul blog. Ho corretto
qualche errore e riformattato. Se avete qualcosa da dire, qualcosa di carino
da dire, scrivete.
L'immagine nell'intestazione è "Night Geometry", di Jack
Vettriano.