
Di quando Alice va a Salerno.
Della famiglia di Leonardo, tutti insieme appassionatamente.
Del veglione che passione.
28 dicembre. Di nuovo io.
Il treno sta entrando nella stazione di Salerno, in ritardo, sono in giro
dalle otto di stamattina, non ho pranzato ma ho mangiato un sacco di schifezze,
più due caffè a Termini, ho lo stomaco a chiocciola, mal di
testa, nausea, faccio schifo.
Scendo. C'è Giordano, mi abbraccia.
- Benvenuta, bambolina, fai paura. Cerca di mettere su una faccia
presentabile, c'è qualcuno che ti aspetta.
Eh?
Oh.
Leonardo (e un sacco di gente dietro di lui, ma sopratutto lui).
Sembra il tempo delle mele, va tutto al rallentatore. Vergognati, il tempo delle mele... digli qualche cialtroneria, reagisci.
Questo film è più vecchio di me, l'avrò visto mille volte. Leonardo è così carino che non riesco nemmeno a salutarlo. Niente, sono candycandy, vedo tutto rosa. :)
- Bambolina!
Mio! :)
Mi abbraccia, mi solleva da terra, mi fa volteggiare come la principessa dei mille anni. Peccato per la nausea. Adesso vomito. :|
- Bambolina dolce. Ma allora un po' di bene me lo vuoi...
No.
Sì.
Abbastanza.
Più che al lattaio, meno che a Ewan McGregor.
- Leo? Ci stanno guardando tutti.
Anzi, stanno fissando me, nello specifico. Dove mi nascondo?
-Lei è Alice. Mio papà, mio fratello Vincenzo, mia cognata Paola e le mie nipotine, Carolina e Veronica.
Ma mi stai presentando alla tua famiglia? Ma quanto sei malato?
- Buongiorno, no, cioè, buonasera. Sono Alice. Ciao. Buonasera. Buonasera.
Scusate, sono un po' provata dal viaggio.
- Non è vero, è sempre strana, anche quando non si muove.
Grazie, Giordano. :|
- Makkosa...
- Vince', te l'avevo detto che parla con le kappa, dimmi che non ho ragione!
Avete passato l'ultima settimana a pigliarmi per il culo? :|
- Eddai Giordano, lasciala in pace. È così piccola.
Siii, difendimi. :)
Ma non mi abbracciare davanti a tuo padre.
Sono a disagio.
Però... è bello. :)
- Andiamo, che mamma ci aspetta. Giordano, ti fermi a cena?
- Vincenzo, grazie, ma stasera ho già un impegno con Stefania. Io poi
la figlia dell'Apocalisse ce l'ho sempre tra i piedi, a Milano, adesso godetevela
un po' voi.
Stefania? E la tipa che non te la dava? Cinzia, Sonia, non mi ricordo il
nome.
- Giorda', Apocalisse, adesso. Ma se è una madonnina coi capelli rossi.
- Eh, professore, datele tempo...
Ahem. Ci sono anche io? Qualcuno mi considera? Parlo piano.
- Leo? Non puoi lasciarmi in albergo?
Pipì, doccia, letto. Necessito-soddisfare-bisogni-primari.
- Ma che albergo, vieni da me.
Non esiste in terra.
Albergo. Pensione. Ostello della gioventù, cartone sotto un ponte.
A casa dei tuoi non ci vengo.
Camminiamo.
- Alice, ma stai scherzando, guarda che mio padre si offende veramente, se
te ne vai in albergo.
Sono a disagio.
- I grandi di là, le bambine con me.
Io con te, vero? Sì. :)
- Bambine, chiudete tutte gli occhi. Anche tu, Alice.
Ma?
Oh.
Un bacio.
Ooooh, e che bacio.
Mi vengono le palpitazioni, ti spiace se svengo qui sul sedile della macchina?
- Zio, l'hai baciata, ti ho visto!
E una.
- Anche io ho visto che l'hai baciata!
E due.
Io non ho visto, ma sono abbastanza sicura che mi abbia baciata.
:)
Posso almeno sapere dove mi trovo? Giusto nel caso debba chiamare un taxi
per tornare indietro.
Siamo in campagna, credo.
Dove abiti, nella vecchia azienda agricola icola icola oh?
Esatto. C'è un cancello, il giardino, niente salici, per fortuna, che
io coi salici c'ho un brutto rapporto, le altalene. È una casa a due
piani, pietra a vista, zona giorno al piano terreno, camere al piano di sopra.
- Benvenuta, sarai stanca, vuoi fare una doccia? Ceniamo tardi, hai tutto
il tempo.
La mamma.
- Buonasera, io sono Alice, un'amica di Leonardo. Signora, grazie, ma non
vorrei disturbare, io...
- Dai, dai, ho preparato il letto nella camera delle bambine, Leonardo, falle
vedere qual è la camera.
- Ma ti sei portata dietro tutto l'armadio? Questo zaino pesa più
di te.
Quante storie, ti sei offerto di portarmi lo zaino e adesso mi stramazzi al
suolo?
- Guarda che veramente ho solo un paio di jeans e una camicia. Il resto sono
generi di conforto. Anzi, mi dici dove trovo una presa, che ho un po' di roba
da mettere sotto carica.
Il cellulare. Il portatile. L'ipod. Tranquillo, ho una tripla. Sono un esserino
organizzato, non te l'aspettavi, eh?
Levo la gonna, che dopo otto ore di treno sembra uno straccio per lavare i pavimenti, e metto i jeans.
- Bambolina, ma a Capodanno ti metti questi jeans?
No, ho un vestito splendidissimo, tutto in voile bianco, con dei fiori applicati,
sempre bianchi, e poi ha un filo trasparente con gli stessi fiori, più
piccoli, da intrecciare nei capelli, molto agreste, molto primavera del
botticelli, molto primavera di vivaldi. Che ti importa, del mio vestito?
- E dove l'hai nascosto?
- Non è nascosto, è a Genova, a casa di Stefano. Sua mamma mi
ha aiutato a riprenderlo in vita, era un po' largo.
Non solo in vita, soprattutto sul seno, ma non è il caso di sottolinearlo.
- E Stefano te lo spedisce col corriere, o lo porta lui col cavallo di San
Francesco?
?!?
Non è che stia capendo molto.
Mi sento come quando aspetto il tram nei giorni di sciopero, che tutti sanno
che c'è sciopero e io sono l'unica demente in attesa alla fermata.
Cosa dovrei intuire?
- Leo, veramente non ti sto capendo.
- Bambolina, sto dicendo che vorrei che restassi con me. Sei qui, stiamo insieme,
non mi lasci di nuovo da solo.
Certo che se mentre parli mi infili una mano negli slip, la mia capacità decisionale si affievolisce. That's not fair.
- Cos'hai combinato!
Cos'ho combinato cosa? Non ho cambiato sesso, dall'ultima volta che ci siamo
visti, si può sapere cosa ti prende? :|
- È... è..
Ah, sì. Rasata. ^_^
- Oggesù, ma davvero è tutta rasata? Bambolina, lèvati
questi maledetti pantaloni che se non la vedo mi si ferma il cuore.
See, come no, in casa dei tuoi genitori, nella camera delle tue nipotine.
Non se ne parla proprio. :)
Mi dici dov'è il bagno? Grazie. Doccia. Ciao.
Cena in casa Von Trapp. Tutti parlano, ridono, si passano grandi piatti di portata di mano in mano. Io non riesco a mangiare, sono ancora un po' stonata dal treno.
- Mamma, stai tranquilla, non ti preoccupare se Alice non mangia.
Ecco, per favore, non obbligatemi a mangiare che mi sento male.
- Davvero, signora, è tutto buonissimo, sono solo un po' stanca.
- Mamma, fidati, Alice mangia tutto quello che non si muove, l'ultima volta
mi ha svuotato il frigo, è peggio delle cavallette.
Hai mai pensato di fare l'avvocato difensore? No, perché faresti veramente schifo, ma davvero. Che ritratto indegno, che m'ha fatto. :(
- Va bene se restiamo a casa? Hai un faccino così stanco.
In effetti. :(
Non sapevo giocasse a scacchi.
Che carino questo animaletto buffo, come si chiama?
Oh. Ca-val-lo. Beello. Un saltino di qui e due di lì. Oppure il contrario.
Ma che bizzarro cavallino.
Davvero mi insegneresti? Come sei dolce. :)
E adesso, per levarti dalla faccia questa espressione accondiscendente, dovrò
massacrarti fino a farti piangere. Ho imparato a giocare a sei anni, non gioco
da tantissimo tempo, Robert non vuole che giochiamo, sostiene che gli scacchi
contribuiscano a sviluppare alcuni dei tratti migliori del mio carattere,
come l'irascibilità, la nevrosi, gli sbalzi d'umore. Ma posso ancora
ribaltarti come un predellino.
Sììì, sono tanto tanto fortunata, vuoi riprovare? :)
- Bambine, sono le undici, andate a dormire.
- Alice, andiamo?
Ma come? Anche io? Non posso restare con i grandi? :|
- Voi siete le mie bambine, e iniziate ad andare. Alice è la bambina
di zio Leonardo, decide lui.
Oh, che bello, il fratello non mi aveva ancora preso per il culo, mi mancava.
:|
- Eh, altro che, zio Leonardo non decide proprio nulla.
Bravo, almeno su questo siamo d'accordo. :)
Però quasi ci vado, a letto. Ho sonno sonnino. X)
Buonanotte a tutti, baci.
Pipì. Sono le tre del mattino, scappa pipì. Sono in corridoio, ci sono sei porte. Identiche. Una è quella da cui sono uscita, e la riconosco. Tre sono camere da letto, due sono bagni. Qual è la probabilità di finire nella stanza sbagliata? 60%? Troppo alta, non rischio. Faccio pipì nel portaombrelli?
Speriamo abbia il cellulare acceso. È la prima volta che faccio
una cosa così stupida, e di cose stupide ne faccio parecchie. Scrivo
un SMS:
Scusa, non ricordo qual è la porta del bagno, potresti darmi un
aiutino?
- Bambolina, cosa fai seduta per terra?
Sto scrivendoti un SMS, non rompere. Anzi.
- Pipì. Bagno. Dove è bagno?
Oh, quando scappa, scappa. I neuroni sono tutti impegnati a evitare di pisciare
sul pavimento come un cucciolo non addomesticato, e la prosa viene come
viene.
Questo è bagno, grazie. Adesso vorresti moltissimo cortesemente uscire?
No.
Ma ti sembra il momento di metterti a fare il cretino, ESCI.
- Eddai, lasciati guardare.
Non per insistere, ma sono le tre del mattino, ci sono i tuoi che dormono nelle stanze accanto e scappa pipì, niente perversioni.
Fi, mi stavo sentendo male. :)
Cosa fai in agguato nel corridoio come un avvoltoio? :)
- Nemmeno un bacio per la buonanotte posso avere?
Beh, sì, un bacio sì, non si nega a nessuno.
Veramente questo è più di un bacio, se spinge ancora un po'
me lo infila senza averlo nemmeno tirato fuori dai boxer. Mi solleva la maglietta
(che tra l'altro deve essere sua, me l'ha data sua madre, io non mi sono portata
nulla per dormire, pensando di stare da sola in albergo), mi accarezza, mi
stringe a sé, il contatto con il suo corpo mi fa venire i brividi.
- Leo, ti prego, fermati.
Tanto qui non possiamo fare nulla, mi fai solo girare la testa.
- Hai ragione, bambolina, solo una cosa ancora, poi ti lascio andare a dormire
tranquilla tranquilla.
Con una mano mi ha fermato i polsi dietro la schiena, con l'altra mi ha abbassato
gli slip. No, non lo fare, tranquilla un cavolo, Leo questa me la paghi, tu
ancora non l'hai capito, sono vendicativa come una nemesi, smettila di leccarmi...
Ok, continua. :|
Continua. :)
Continua. :D
Adesso sì che sono stravolta, non so più nemmeno da quale
camera sono uscita. Leo mi prende in braccio, sorride. Quanto sei soddisfatto
di questa bravata, guardati le spalle che prima o poi qualcosa ti succede,
ma ti sembra normale? E se qualcuno dei tuoi si svegliava?
- Shhh, zitta, parli troppo. Dormi, bambolina dolce, da brava.
Mi rimbocca le coperte e mi dà un bacio sulla fronte. :|
Dormirò il sonno dei giusti. Il sonno post-orgasmico dei giusti.
- La fidanzata dello zio dorme ancora.
- Alice, svegliati, sono quasi le otto.
Ottimo, svegliatemi tra tre ore. E comunque
- Non sono la sua fidanzata.
- Abbiamo visto che ti baciava.
- Una amica. Sono una sua amica. Anche gli amici si baciano.
Le ragazzine si sono sedute sul mio letto. Per favore, niente cose tipo
chiacchiere femminili.
- Come hai conosciuto lo zio?
Vediamo.
Sono andata a cercarlo nel suo studio in università per farmi dare
una ripassata, dopo averlo visto una volta alla tesi di Martina. Come suona?
- Era il relatore di una mia amica.
Versione edulcorata.
- Avete fatto l'amore?
Nnnno, fermiamoci qui.
- Secondo voi, i vostri genitori avrebbero piacere se vi rispondessi?
Zitte.
- Comunque chiedetelo a vostro zio.
C'era anche lui, se ricordo bene. :)
Ormai sono sveglia, vediamo se riesco a ritrovare il bagno e assumere un
aspetto vagamente umano.
Scendo in cucina. Caffè.
- Buongiorno, signora G.
- Buongiorno cara. Vuoi un caffè?
Sì, grazie, un caffè e un panino al mammut, sto morendo di
fame.
- Portiamo il caffè ai ragazzi, poi facciamo colazione, va bene?
Perfetto. Mammut. Fame. I ragazzi hanno un milione di anni in tre, ma non
importa.
Cosa succede? State aspettando me?
- A Leonardo glielo porti tu, il caffè?
Come no, sono qui apposta. Ma lui è ancora a letto? A me m'avete
svegliato all'alba, lui è a letto, e gli devo pure portare il caffè?
Siete strani. :|
- Certo, con piacere.
La stricnina dove la tenete?
È sveglio, sta leggendo.
- Ohi, piccolo principe, il tuo caffè.
Le nipoti sono alle mie spalle, e ridacchiano.
- Buongiorno, bambolina. Se l'avessi saputo prima, che sei così servizievole...
Io sono adorabile, l'ho sempre detto. Peccato che nessuno m'ascolti. ^_^
- Dai bambine, sedetevi. Siete diventate amiche?
- Sì sì. Le tue nipotine erano curiose di sapere se avevamo
fatto l'amore.
Olè, due ragazzine rosso carminio e un caffè di traverso,
in un colpo solo. :)
Dopo pranzo, i genitori e il fratello con la moglie sono andati a riposare. Io, Leonardo e le ragazzine siamo rimaste in salone. Leonardo legge roba pesante, Carolina sfoglia una rivista, io aiuto Veronica a fare i compiti (mi sento troppo un genio a fare i compiti di seconda media) e scrivo sul portatile.
- Leo, non è che oggi pomeriggio mi lasci in un qualche posto shoppingoso?
- Posto shoppingoso?
- Sì, un mall, un centro commerciale, una via piena di negozi. Qualcosa
dove si possa fare compere.
- Ti accompagno io!
- E allora anche io.
- Per me va bene, chiedete a vostro padre se si fida a lasciarvi con me.
- Certo, e poi ci sono io.
- No. Tu ci accompagni e ci vieni a riprendere, non ti voglio tra i piedi
mentre faccio acquisti. :)
- Ma...
- Sì, sì, mi rallenti, e poi non ti piace niente di quello
che scelgo, quindi ci accompagni, te ne vai a fare un giro, e ci riprendi.
Grazie.
- A me piace come ti vesti. Solo che ti vesti troppo poco. Adesso stai benissimo,
per esempio.
Certo, ho i jeans e una felpa prestata da Carolina, sembro un magut.
- Vabbuo, visto che non mi volete, vado a fumarmi una sigaretta in cucina.
Io ti vorrei, ma nulla di quanto vorrei è compatibile con la presenza
delle ragazzine.
Quindi vai pure a fumare. :)
Oddio, e questo chi è?
- Zio Samuele!
- Zio Samuele!
Le ragazzine gli si sono gettate addosso. Posso farlo anche io?
- Zio Samuele!
Beh, non sapevo cosa dire. :)
- Ciao bambine. Ho una nipotina nuova?
- No, lei è Alice. La mia fidanzata.
Non sono la tua fidanzata, makkavoli.
- Ciao, io sono Alice, un'amica di Leonardo.
- Ah, l'amichetta di mio fratello. Che carina. Le hai finite, le scuole medie?
Simpatico.
- Io sì, a dodici anni. Tu a... trentacinque? ancora non ce l'hai
fatta?
- Trentadue.
Che voce skazzosa, alla faccia del permaloso.
- Mio fratello ha fatto l'Accademia, è in Marina.
Mii, un militare, che ridere.
- Alice studia a Milano.
Leonardo è in crisi, dice mezze frasi qua e là, forse ha paura
che approfitti di un suo momento di distrazione per saltare addosso a suo
fratello e cavargli gli occhi.
- Ebbravo, una tua studentessa, finalmente ti stai svegliando.
Sì, sono una studentessa speciale. Io glielo succhio, e lui mi fa
bocciare dal suo migliore amico. Un bel vantaggio.
- Tu invece te la fai coi marinaretti?
- Chiedilo alla sua ex donna, se me la faccio coi marinaretti.
Eh? Che storia è? Non ne sapevo nulla. :D
Wow.
La tipa moscia se l'è fatta con tuo fratello? Mi viene da ridere.
Finalmente un po' di casini, tutto questo buonismo mi faceva venire l'ansia.
:)
Ma ancora ci pensi, alla ex? Quasi mi offendo. È andata, finita,
dimenticata, fine, via, via. Come se io stessi sempre a pensare a Manfredi.
In effetti non penso più a lui in maniera ossessiva. Adesso sei tu
la mia ossessione. Contento?
Sorridi. :)
- Leo, o mi accompagni alla stazione o mi accompagni a comprare qualcosa,
non posso stare in giro cinque giorni coi vestiti per due.
- Agli ordini, bambolina, avverto Vincenzo che le bambine vengono con noi.
Andiamo? Andiamo. Ridimmi un po' dove devo farmi trovare?
Vittorio Emanuele? Ok, è come a Milano, ce la posso fare.
- E tutta questa roba dove la mettiamo?
Nel bagagliaio, no? A volte sembra scemo. Comunque sono i sacchetti, che
occupano tanto spazio, basta compattarli per benino. Dovrebbe complimentarsi
con me per aver fatto compere in una città sconosciuta, e con sole
tre ore a disposizione. Di cui mezza passata da Intimissimi, lo ammetto,
ma era necessario acquistare abbagasciamenti per il capodanno. Se non sbava
dietro a questo reggicalze avorio, mi offendo a morte. E non è detto
che decida di indossare gli slip. :P
Tu dove sei stato? In biblioteca a tradurre testi dall'aramaico? No.
A trovare il suo professore di lettere del liceo. Miii.
La cena è stata monopolizzata da Samuele, che ha un ego grande come Giove, mentre io osservo Leonardo e penso che dovrebbe essere un po' più aggressivo. Kavoli, ma ti fai mettere sotto da questo babbeo? Io l'avrei già azzannato alla gola. Leo mostra cordiale indifferenza. La verità è che ho paura, dell'indifferenza, temo il momento in cui sarò io, a essergli indifferente. Se mi aggredisse, potrei rispondere con pari ferocia, ma se mi ignorasse, sarei completamente persa. :'(
Tra quanto usciamo? Vado a prepararmi?
Non ho dimenticato la gonna, fi, è peggio di Alberto. È corta,
ma c'è. Vogliamo parlare di questi stivali? Fanno un po' mistress.
Se non fossimo a casa dei tuoi, due frustate non te le levava nessuno. E
neppure a quel cretino di tuo fratello, che fa tanto lo sborone ma scommetto
che è intimamente submissive. Sssshhhtraaack.
Posso avere una frusta, Leo, daaaai. :)
Siamo in una birreria, da qualche parte, non so dove. Ci sono degli amici
di Leonardo, sì, ciao io sono Alice, solite cose.
Tiziaaana, non vedevo l'ora di conoscerti. È una bella ragazza, i
suoi quarant'anni se li porta benissimo. Sì, sono la sua fidanzata.
Non lo sono, ma se mi guardi come se non lo fossi, allora lo sono.
Che idiota, ha iniziato la serata tutta manierosa, neanche fosse la regina d'Inghilterra, e adesso parla dialetto. Grazie, capisco una parola su due. Non importa. Posso parlare anche io in dialetto,solo che poi è Leonardo a non capirmi. :)
Questa è l'ultima notte a casa dei suoi, domani sera andiamo da
una amica di Leonardo che ha una casa nel parco del Cilento (Cilento, non
Salento, mi ha già kazziato due volte), dove vanno di solito a festeggiare
il capodanno.
Sei sicuro che la tua amica abbia piacere che ci sia anche io? Mi conosce
da tre ore. Certo, la tua ragazza ha sempre festeggiato il capodanno con
te. Ma io non sono... non è che puoi sempre baciarmi per zittirmi,
non è gentile.
Comunque. Domani. Sesso. :)
A me di notte scappa la pipì, che ci posso fare, soffrirò di incontinenza precoce. In genere mi sveglio verso le cinque, ma qui vado a dormire prima e infatti sono solo le tre. E con tutte queste porte, continuo a non sapere dove è il cesso. Mapporkamiseria.
Però ho scoperto che c'è un bagno anche al piano terra, andrò in esplorazione, tanto di sotto non rischio di svegliare nessuno (sono troppo furba). :)
In fondo al corridoio, praticamente nel sottoscala. Deve essere un bagno
di servizio, c'è la lavatrice e lo stendipanni. Peee. :)
- Non dormi, bambolina?
Oh. :)
No, è il fratello. La voce è simile, speravo fosse Leo.
Tu non puoi chiamarmi bambolina. :(
- Sì, cercavo un bagno. Cosa guardi?
- Un DVD, deve essere delle bambine. Stai bene con la mia maglietta.
- A fish called Wanda! Molto pericoloso! Parmigiana, mozzarella! Dove è
la farmacia?
Mi guarda strano.
- Ma lo conosci questo film o no?
No. Bene, allora posso rovinartelo. Cosa mangi? Arrosto freddo. Grazie.
Hai un tovagliolo, che mi sto ungendo anche le mutande?
Arigrazie.
Ammetto l'errore, spokkiaman non è così antipatico come sembra.
Se la tira, ma non è male.
Guardare la televisione di notte era un'abitudine che avevamo io e mio fratello Alex, fino a quando non se n'è andato di casa. Il primo che rientrava accendeva il televisore, recuperava del cibo e attendeva l'altro. Era il nostro momento, forse serviva a esorcizzare il fatto che il resto della famiglia ci era estraneo. L'abbiamo sempre fatto, anche quando io ero piccola e il giorno dopo quasi mi addormentavo sul banco, anche prima del satellite, quando guardavamo i film di retequattro alle tre del mattino, o le repliche di Star Trek su Italia Uno. Mi manca mio fratello, ke kavoli. :(
- Davvero ti sei fatto la ragazza di Leo?
La curiosità ha ucciso il gatto. Kissene. :)
- Sì, e non fu una buona idea. Comunque stavano già mezzi separati.
- Vabe, ma con tanti uomini, proprio da te doveva farsi ripassare?
Insomma, io mi skazzarei se il mio uomo se la facesse col Gibbo.
Anche il Gibbo si skazzerebbe, probabilmente.
- Tu non faresti l'amore con me?
Sorride.
Stai cercando di mettermi in imbarazzo? Stai fresco. :)
- No. Nessuno fa l'amore come Leonardo.
- Grazie bambolina.
Leonardo. Da quanto tempo sei qui? :)
- Anche tu non sei male, ma adesso vieni a dormire, è tardi.
Non male? Hey. Io sono il dono di dio agli uomini, non male lo dici a tua
sorella. :P
- Samuele, vedi di rivedertelo, quel film, così lo capisci meglio.
? :)
- Bambolina, facciamo l'amore.
No.
Però se sei sicuro sicuro che tuo fratello non salga almeno per i prossimi dieci minuti, qualche coccola non sarebbe male. SweetAlice.
- Leo, siamo soli? Questa è la nostra stanza? Non ci sono parenti
da qualche parte?
Non ce la faccio più, questi giorni a casa dei suoi genitori sono
stati snervanti, averlo sempre intorno e non poter fare nulla mi ha provocato
degli scompensi ormonali.
- Tutto tranquillo, bambolina, vieni a darmi un bacio.
Un bacio un kavolo, vuoi vedere quanto sono veloce a spogliarmi? A vestirmi
ci metto ore, ma a spogliarmi sono un fulmine. Tu intanto spogliati, sdraiati,
gommino, io sopra, dammelo, a d e s s o.
- Oh, finalmente. :)
E perché fai questa espressione da dama di san vincenzo?
- Non vuoi? Devo scendere?
- Macchè, bambolina, scherzi?
E allora che problemi ci sono? Boh. :|
- Andiamo a fare la spesa, venite?
- Giordaaaano, ma ti pareva che potevi bussare? -
- Leona', e che ne sapevo che stavi facendo cose, vi ho lasciati tre minuti
fa.
- Fuooooori.
Gli ho tirato... la scatola dei gommini. Ops. :|
Dove eravamo rimasti? Se mi muovo così, torna duro? Sììì.
:)
Non male, per una sveltina. Abbastanza per tenermi buona sino a stasera.
:)
Però...
- Leo? È tutto ok?
Con una mano mi tiene stretta a sé, passando il braccio sotto la mia
schiena. Con l'altra fuma. Poi ci dormiamo, in questa stanza, non potresti
evitare? Hmmmnno. Ancora un tiro. Sì. Ha spento la sigaretta. Grazie.
:)
- Sì, tutto a posto. Solo che...
Uff, solo che cosa?
- Insomma, mi sei quasi saltata addosso.
Leva pure il quasi.
- Se non ti andava, potevi dirlo. :|
- Non mi andava cosa, bambolina, sono due settimane che ho una voglia di fare
l'amore con te che mi pare di essere tornato indietro di quindici anni.
Che è un modo elegante per dire che ti sei stroncato di seghe.
Carino. :)
- E io non posso avere voglia di saltarti addosso? Che accidenti di accidenti
di problema hai?
- Non lo so nemmeno io, bambolina. Mi devo solo abituare a te.
È un insulto? E non potresti stringermi un po' più forte?
Andiamo a fare questa kavolo di spesa.
Io e Leo camminiamo abbracciati stretti, mi sta raccontando di altre volte
in cui hanno festeggiato il capodanno qui. Spero non tiri fuori l'ex fidanzata.
No. Non ne parla praticamente mai. Meglio. :)
- E staccatevi un po' l'uno dall'altra, non vi si può parlare.
Non è vero, non siamo sempre sempre appiccicati. Comprensivo come
un generale austroungarico, Giordano mi prende per un braccio e mi trascina
avanti.
- Aliiice, sempre cretina resti, ma hai un culo che è uno spettacolo.
Ma sei scemo? Sei il suo migliore amico, avresti dovuto chiudere gli occhi.
Pensa te.
- Adesso ho capito come fai a farti perdonare tutte le pazzie che gli combini.
M'attasto. :|
Comunque non è male, come suggerimento. :)
Hanno comprato viveri per quindicimila persone, abbiamo dovuto chiedere in prestito due carrelli del minimarket per portare tutti i sacchetti a casa di Carla. Qui siamo in otto, ma per domani sera è previsto l'arrivo degli altri quattordicimilanovecento novantadue invitati. Sono perplessa. :|
Le altre ragazze sono in cucina, io sono stata cortesemente invitata a
levarmi di torno. Guardate che sono capace, di cucinare.
Per lo meno, sino a pelare le patate senza infilarmi lo sbuccino nell'avambraccio
ci arrivo. Niente, non si fidano. Meglio, me ne sto qui su questo divano
enorme, spaparanzata su Leonardo che, surprise, sta leggendo. E, tanto per
dargli noia, telefono un po' in giro.
Stefano
- Stefanin, tesoro, tutto bene?
- Stroonza.
- Anche io ti amo. Dai che ti viene bene che mi sono levata dalle palle, così
puoi invitarti la Debborah.
- Piantala di chiamarla Debborah, e forse sì, la inviterò.
E le dirò di non preoccuparsi per l'abito, tanto quella stronza di
Alice ha lasciato qui il suo.
No. :'(
Il mio vestito splendidissimo coi fiorellini. Me l'ero scordato.
- E con quello ci copre sino a Debb, il resto di Orah ci mette uno spinnaker
come pezza?
Culona. Auguri.
Casa
- Ohi, Gibbo, auguri, passami il piccolo. Giacomignolo! Dolcetto, cosa fai
di bello?
- Sono caduto nel fiume.
Kazzarola, 'sto bambino inizia a preoccuparmi. Dietro casa, in montagna,
scorre un rivolo largo non più di quaranta centimetri. E lui riesce
a cascarci dentro ogni volta.
- Ma non potevi usare il ponticello?
Che poi è inutile, perché gli sci sono molto più lunghi
del rivolo in questione, basta arrivare a più di mezzo metro all'ora
e lo si passa tranquillamente.
- No. Mi sono fermato a metà. E sono caduto.
Insomma, si è ribaltato da fermo. :|
- Fai il bravo, bacibacibacibacibacibacibaci.
Ancora un fratello, e ho finito, che Leo mi sta guardando male.
Alex
- Ciao bambina bella, dove sei?
Alberto? Dove sei tu, ma...
- Alberto? Ma sei da Alex? Ma... Sì, va bene, auguri, mi passi Alex?
- Alex? Ma...
- Alice, non ti inkazzare, non ha avvisato nemmeno me. Ha detto che passava
qui vicino e ha pensato di venire a trovarci.
- Alex, qui vicino un paio di palle, non potevate avvertire anche me? Io me
ne sto qui come una stronza e voi siete tutti insieme. Vaffankulo, eh.
Mi viene da piangere.
- Ali, dai. Non lo sapevo, credimi. Ali...
- Va bene, sì, auguri, salutami Ewan e Isoke, ciao.
- Bambolina, tutto bene?
- No.
- Mi parli?
- No.
Cosa vuoi che ti dica, che mio padre è andato a trovare mio fratello, che non vedo da quasi un anno, senza dirmi nulla, come se fossi un pacco dimenticato alla stazione? Lasciamo perdere.
Tra un po' mi passa. Passa sempre, alla fine.
Finalmente mi è scesa la carogna.
Alex ha richiamato, abbiamo parlato, forse a febbraio verrà in Italia.
Mi ha passato Ewan. Adoro Ewan. Ha cadenza particolare, una specie di cantilena
ipnotizzante e rassicurante.
- Bambolina, com'è che a questo lo ami, a quell'altro gli vuoi bene,
tesoro, amore, bacibbaci e a me niente?
Leonardo sembra quasi geloso, e questo un po' mi fa piacere.
Forse ha ragione, con lui sono affettuosa come una guardia svizzera. Verbalmente intendo. Fisicamente, gli sto addosso come uno zainetto, quindi non vedo di cosa possa lamentarsi. Ma non riesco a dirgli cose zuccherose (meglio). Non riesco nemmeno a dirgli che gli voglio bene (peggio). :|
Serata intellettuale, qui sono tutti dei genii. Quanti di voi sono iscritti
al Mensa? Oddio. No, non so qual è il mio QI, ho mangiato la matita
a metà del test. Beh, nessuno di voi conosce lo spirito del ravanello,
e questa è una lacuna gravissima.
- Leo, andiamo in camera, che ho voglia?
Daai. Ti devo tirare per una manica? Smettila di dire buonanotte sono stanco, guai a te se sei stanco, credi veramente che gli altri vadano a dormire? Giordano ride, è molto meno inibito di Leonardo. Non vorrei aver preso di mira il ricercatore sbagliato.
Ses-so ses-so an-dia-mo in ca-me-ra. :D
Però è dolce, questa sua timidezza, ha un sapore d'altri tempi, di galanteria, di onore, duelli all'alba ai margini della foresta. :)
Non ne abbiamo mai parlato, dell'ultima volta che ci siamo visti a Milano, mi sento un po' in colpa. O forse sto solo cercando una scusa. :P
- Leo? Il mio culo vorrebbe farsi perdonare per quella scenata in università.
- Ah. Il tuo culetto. E tu invece non devi dirmi niente?
No. Non sono responsabile delle mie azioni.
- E cosa mi offre, per farsi perdonare?
- Un massaggio.
- Un massaggio. Una di quelle tue cose Reiki.
No, non esattamente. Se preferisci, ti ungo come una triglia e ti sconocchio
tutte le vertebre. Ti conviene tacere. :)
- E vabbuo, io cosa devo fare?
Niente, stai fermo, taci e rilassati. E mostra un po' più di entusiasmo,
scemo. :)
Inizio a leccarlo, ma non troppo a lungo, altrimenti gli viene la malinconia del pompino e rovina tutti i miei piani. Adesso gli salgo sopra, mi serve bello duro e molto molto lubrificato.
- Bambolina, il preservativo, aspetta.
- Zitto, non puoi parlare.
- Ma...
Se non puoi parlare, non puoi parlare.
Smettila o la prossima volta ti imbavaglio.
Mi giro, sono sempre sopra a lui, ma gli volto le spalle. Lo prendo in
mano e lo appoggio contro il buchetto. E scendo, piano. Molto piano. Pianissimo.
Molto più piano di quanto avrebbe immaginato.
Ci sono quasi riuscita, mi sta allargando da morire.
È entrato.
Fermo, fermo, ti prego, stai fermo, non riesco quasi a respirare. Mi muovo
io, lentamente, su e giù. Ogni volta, un pochino più in giù.
Su e giù, l'ho preso quasi tutto. Leo si sta muovendo sotto di me.
Un colpo di reni. Un altro. Oddio.
- Così, bambolina, tienilo tutto dentro, tutto.
Mi fa impazzire, sto iniziando a non capire più niente. Devo toccarmi.
Mi muovo avanti e indietro, sempre più velocemente. Leo tiene le
mani sui miei fianchi, accompagna e dirige i miei movimenti.
- Leo, non ce la faccio più, ti prego, sto venendo.
- Sì, bambolina, ancora un pochino.
- Llllleeeeeeooo, diiio miooo, baaaastaa.
Non ce la faccio veramente più, sto tremando, piangendo, mi gira la testa.
Nemmeno Tarzan il signore delle scimmie avrebbe fatto tanto casino. Ho
capito che sei venuto, l'hanno capito anche nel paese a fianco. Lo sento
pulsare, ogni pulsazione è una scossa elettrica.
- Bambolina, smettila di muoverti, mi stai uccidendo.
Sono assolutamente immobile. Contrazioni orgasmiche. Colpa tua. :)
- Io così a trent'anni non ci arrivo...
Vedremo. Mancano due mesi, forse ce la fai.
Intanto fammi scendere da qui.
E taci. Niente di quello che potresti dire in questo momento ha senso. Sorridi. Stringimi. Dormiamo? :)
Colazione. Carla sta chiedendo a Leonardo se va tutto bene.
- Sì, è solo che Alice è scivolata e si è fatta
male.
- Veramente era la tua voce.
- Sono scivolato anche io.
Abbiamo una chiazza d'olio in mezzo alla camera? Facciamo entrare la safety
car? Sembriamo una coppia di deficienti. :)
In piedi, alle spalle delle ragazze, sto mimando a Giordano quello che è
successo veramente. E come mimo faccio pietà, non si capisce bene
se si tratta di un episodio di sesso anale o di una caccia alla volpe nelle
colline del Sussex. Le verdi colline del Sussex. Giordano ride e Leonardo
si accorge della simpatica messa in scena.
- Bambolina! Ma sei senza vergogna, sei!
M'ha tirato un'arancia. Grazie. :)
- Tanto se non glielo dicevo io, glielo dicevi tu.
Piglia e porta a casa. :)
Le ragazze hanno cucinato tutto il giorno. Dopo l'iniziale diffidenza, hanno acconsentito a farmi impastare la pasta per le focacce. Cinque milioni di focacce. Si fa una fatica maiale, dopo quindici minuti ho chiamato Giordano per farmi aiutare (Leonardo ha mal di testa. cioè si è imboscato, è in camera a leggere). Guardate che anche se è un maschio, può stare in cucina. Come credete che campino, questi due, quando sono a Milano? Quattro salti in padella e pizza surgelata? No, questo è mio fratello. L'estate scorsa, il Gibbo ha battuto il record mondiale di ventidue giorni a pizzette buitoni. Sì, è ancora vivo.
Parliamo di cose importanti, parliamo del mio vestito.
Che è sempre in voile di seta (è la fissazione degli ultimi
mesi, è più forte di me), grigio chiaro ricamato argento,
un po' sbrilluccicoso ma non troppo, le maniche lunghissime (un po' geisha,
un po' Morticia Addams), la schiena scoperta, le gambe anche. Scarpine (hem)
coi legacci, sempre di seta argento, da intrecciare sino alle ginocchia.
Ho tirato su i capelli e li ho fermati con un nastro, argento.
Sembro un ananasso ricoperto di carta dei cioccolatini. :|
Leonardo è splendido. Abito nero, camicia bianca. Sono senza parole,
passerò la serata a guardarlo, adorante.
Com'era? Hopelessly devoted to you.
Mi piace tutto di lui, mi piace come tiene la mano sulla mia schiena mentre
camminiamo, come mi stringe a sè quando mi presenta qualcuno, come
sta ignorando Tiziana che fortunatamente ci ha raggiunti per la serata altrimenti
mi preoccupavo, come mi trascina fuori a fumare e dopo dieci secondi mi
rispedisce in casa perché col freddo mi si vedono i capezzoli e non
mi metto la tua giacca, sembrerei un'orfanella.
Come mi sposta i capelli dal viso prima di baciarmi (nastro del kavolo,
lo sapevo che non bastava per addomesticare i miei capelli. decine di forcine,
elastici, nastri e una camicia di forza).
Come mi solleva il viso, per baciarmi, anche se ho un tacco dodici e siamo
alti uguali.
Come diventa ombroso quando sfarfalleggio con qualcun altro. Ma non sfarfalleggio
troppo, non riesco a stare lontana da lui più di qualche minuto.
Come si ostina a ballare con me, anche se sono scoordinata e saltello come
un pugile suonato.
Come mi guarda.
Come sorride.
Come sorride.
Dieci nove otto sette sei cinque quattro tre due uno buon anno.
Un bacio che dura dieci minuti e riesce a sopraffare quel principio di mestizia
che mi prende in questi casi. Dov'è il trucco? Sto aspettando la
mazzata.
- Va tutto bene, bambolina. Va tutto bene.
Sì. Credo di sì.
Sono quasi le cinque del mattino, stanno andando via tutti.
Qualcuno è steso sui divani e non mostra intenzione di volersi schiodare.
Andiamo in camera?
Ho sonno. Per fortuna qualche genio ha finito l'acqua calda, una doccia
a meno cinque gradi è l'ideale per svegliarsi. E non fare quella
faccia da superman, tu non hai i capelli lunghi, mi sta scoppiando la testa.
- Ti pettino io.
No-o, mi fai malissimo, mi tiri tutti i capelli, guarda che c'è
il mio cranio dall'altra parte, non devi scalparmi. Gli piace giocare coi
miei capelli, lo fa in continuazione. Forse da bambino voleva la barbie
e non gliel'hanno mai regalata.
- Faccio la treccia?
Leonardo, vediamo se ci arrivi da solo, che non sei scemo, se solo ti applicassi un po' di più otterresti degli ottimi risultati. I capelli sono bagnati, se li intrecci secondo te quando kavolo mai si asciugheranno? Per non parlare del fatto che se li tengo così, domani mattina sembro una pecora. Lasciali sciolti, e pensa qualcosa di furbo per scaldarmi. :)
Starmi sopra così è un'ottima idea. Ah, se trovi il cuscino
bagnato, sono sempre i capelli, non sto sbavando. :)
- Non trovo i preservativi.
Ma come. La scatola era qui. Lì. Da qualche parte.
Hem. Leo? L'ho tirata dietro a Giordano ieri. :|
Mii, non ti arrabbiare, vado a chiedergli di restituirmela, che problema
vuoi che ci sia. Entro in camera sua di soppiatto, come zorro, se dorme
dorme, se non dorme gli dico continua pure a scopare, fai come se non ci
fossi, potrei riavere i nostri gommini, grazie?
- Non importa, bambolina.
Aridaje. Questo discorso l'abbiamo già fatto, non è che non
mi fidi, è solo che non mi fido. Come giorno andrebbe anche bene,
ma non è che sia proprio tranquilla tranquilla. Ok, non ci vuole
molto a convincermi, soprattutto se continua a muoversi in questo modo.
- Bambolina, così è completamente diverso.
Lo immagino, anche a me piace di più senza plastica, lo sento molto
meglio, e poi quando ti succhio non sembra di leccare la canna per innaffiare
il giardino, ma sono ancora un po' in paranoia.
- Rilassati bambolina. Pensi che riuscirei a farlo, se non fossi sicuro che
non ci sono problemi?
Sinceramente? Sì, penso che lo faresti comunque. Ma non per cattiveria, lo vedo che sei dolce, ma sei anche un uomo, come fai a capire come la vivo io? Mi è già successo una volta, con l'Ostronso, venti giorni di ritardo e di panico puro, ho un sistema ormonale bastardo, più mi agito e più ritardo, avevo perso tre chili per l'angoscia. Non ci voglio pensare.
- Bambolina, mi fermo. Sei distante, mi fai sentire un mostro. Ti voglio
troppo bene per vederti così.
- No. Continua.
Davvero mi vuoi bene? Davvero mi vuoi bene? Davvero mi vuoi bene? Davvero
mi vuoi bene? Davvero mi vuoi bene? Davvero mi vuoi bene? Davvero mi vuoi
bene? Continua. :)
Finisci in bocca.
Non voglio che resti dentro sino all'ultimo secondo, e non voglio che finisca tirandosi due colpi di mano. Mi piace essere protagonista. E poi un'altra doccia gelata non me la faccio, o mi scopi sino a quando il boiler non ha riscaldato nuovamente l'acqua o eviti di impiastricciarmi la pancia di roba appiccicosa.
- Hmm.
Che ore sono? Perché mi stai toccando?
- Non riesco a decidere. Mi eccita, ma mi sento veramente un pedofilo. Sembra
di toccare una bambina di dodici anni.
Sì, va bene, esagera ancora un po' e finisco all'asilo. Farò
ricrescere i peli, sei contento? La prossima volta posso rasarla lasciando
un triangolino in alto, così non sei a disagio. Un lampo.
Un cuore.
Il grifone del Genoa.
No, non ricordo Salernitana-Genoa dello scorso campionato. Le abbiamo prese?
Facile. Ma che aria soddisfatta, scemo. Adesso mi lecchi, devi farti perdonare
quattro reti. :)
Sto tornando a Genova.
Stasera mi coccolo un po' Stefano, così gli passa lo skazzo per il
pacco di capodanno, e domani salgo a Milano. Preparerò il suo dolcetto
preferito, al cioccolato (sua mamma si fida, a lasciarmi in cucina, basta
che non usi i coltelli), gli farò un massaggio lunghissimo, ammirando
la sua magnifica schiena (veramente Stefano è un armadio, ha una
schiena che è una meraviglia) e dicendo un po' di frasi cretine in
omaggio al suo ego maschile.
Vedi di non fartelo venire duro mentre ti massaggio altrimenti ti ficco un
ginocchio tra le scapole e ti spezzo un braccino. Non è una cosa di
sesso, non fare lo scemo che ti conosco. Una volta si è voltato di
scatto mentre ero sopra di lui ed è rimasto con l'uccello in tiro coperto
solo dall'asciugamano, tipo tendone del circo. E si è beccato una biccellata
sulle palle che ancora se la ricorda.
Sto cercando di non pensare a Leonardo, altrimenti mi intristisco.
Ci vedremo il sette (mi, c'è il blocco del traffico, non puoi rientrare un giorno dopo? O un giorno prima?). Quante ore mancano?
Salendo sul treno mi veniva da piangere, avrei voluto avere un fazzolettino di trina bianca da sventolare, come una signorina vittoriana. Potevo usare uno scottex. O gli slip. Così questa signora seduta di fronte a me avrebbe smesso di farmi domande su "quel bel giovane che è il suo fidanzato". Che non è il mio fidanzato, anche se mi vuole bene. E non so una ceppa della sua famiglia, è inutile che insista nell'interrogarmi cercando di capire se conosce qualcuno della sua dinastia.
Insomma, torno a casa. Sono stati giorni intensi, e sono felice di averli vissuti. E condivisi con Leonardo.
A Milano cambierà tutto, lui ha la seduta di laurea del dottorato tra un mese e mezzo ed è abbastanza stressato. Mi sono ripromessa di non combinargli guai almeno sino a quella data, è uno dei miei proponimenti per il nuovo anno. Non ci credo, ma ci provo. E anche io devo mettermi a studiare qualcosa, altrimenti non mi laureo più, che ridendo e scherzando sono al sesto anno di università, mi vergogno come una ladra. Altro che classi differenziali, ci sto mettendo due anni per ogni anno di corso (però ho perso un anno e mezzo con il trasferimento da Roma, voglio un minimo di attenuante. Minimo, perché a Roma non ho combinato un kavolo, ed è comunque colpa mia). Due esami a febbraio, uno ad aprile, tre nella sessione estiva, due mesi di skifotesi e a settembre potrei chiudere questa stupida laurea triennale e iniziare la specialistica. Forse.
Non c'è niente da fare, mi manca. Quasi glielo dico. Non sarà
troppo impegnativo? Ha detto che mi vuole bene, ma non vuol dire che voglia
mettersi la palla al piede. E poi forse era un ti voglio bene così,
tanto per dire.
Piove? Forse sì, ti voglio bene, prendo l'ombrello.
Pour parler.
Coraggio.
I soldati coraggiosi non muoiono mai.
Mi manchi.
Alice.
Wow, che prosa. Posso solo sperare che capisca tutto quello che non riesco
a dirgli. Sì, io non lo faccio, ma pretendo lo faccia lui.
D'altra parte è lui quello intelligente, è una questione di
ruoli. E poi se mi lasciassi andare rischierei di scrivergli una roba melassosa
tipo amore mi manchi vorrei tu fossi qui vorrei i tuoi baci vorrei il tuo
calore e sentire la tua voce e respirare dalle tue labbra amarti e lasciarmi
amare ho bisogno di te tua Alice. Dopodichè non resterebbe altro che
tagliarmi le vene per la vergogna. :)
L'ha raccontato Alice, dal 28 dicembre 2005 al 2 gennaio 2006. I post originali
sono sul blog. Ho corretto
qualche errore e riformattato. Se avete qualcosa da dire, qualcosa di carino
da dire, scrivete.
L'immagine nell'intestazione è "Dance Me to the End of Love",
di Jack Vettriano.