My one and only you
[ma anche un Altro]
Due passi indietro
A giugno, in perfetta sincronia col termine dell’anno scolastico, la genitrice si è fatta cogliere da una crisi di panico (o altra malattia mentale di cui ignoro il nome) di dimensioni stellari e ha deciso che il previsto soggiorno estivo in un college inglese avrebbe esposto il Piccolo al contagio della peggiore influenza del secolo, la febbre, i maiali, blablabla. Essendo una donna d’azione, le sono occorsi tre minuti scarsi per risolversi ad alzare il telefono e disdire le due settimane in Inghilterra. E l’accademia di tennis. E il corso di vela. E “Dipingi e saltella”, “Vivi nei boschi”, “Impara giocando”, “Gioca imparando” e tutte le altre minkiate in cui viene tipicamente parcheggiato il nano durante la stagione estiva. Non ho fatto in tempo a terminare di illustrare la mia proposta (”Diamogli un bacio in fronte, ficchiamolo nella bolla e mandiamolo ugualmente”) prima di scoprire d’aver vinto il concorso “Una babysitter per l’estate”. Perché io? Eh? Perché? PERCHÉ?
- Perché io lavoro, suo padre lavora, tuo fratello ha gli esami.
E l’altro fratello?
- Lavora.
Hm. Giusto. Ma non lavora poi tanto. Insomma. Lavoro più io, se proprio me la devo menare. E ho tutta l’intenzione di farlo.
Un passo indietro
Il dettaglio delle mie giornate al mare l’avevo delineato qualche post fa. Manca uno sviluppo, per altro piuttosto prevedibile: dopo alcune settimane passate vagando di stabilimento in stabilimento, il Piccolo ha stretto amicizia con un gruppetto di pari grado, obbligandomi così a prendere residenza nei Bagni più brutti della riviera delle palme (niente nomi. Brutti forte, cmq).
Tenendo il passo
Allora, questo stabilimento. Brutto. Caro come gli altri, ma brutto. Cogli ombrelloni stinti, i lettini che graffiano il culo, la doccia calda che però è fredda, la focaccia moscia, le passatoie incandescenti, il bar che c’è più roba nel frigo di casa mia. Perché l’abbiamo scelto? (ottima domanda)
Perché è talmente sgarrupato che i gestori non si danno pena di mantenere l’ordine teutonico e mugugnante che contraddistingue la maggior parte degli stabilimenti liguri.
Qui ai bambini è consentito correre, urlare, giocare a pallone sulla battigia, costruire il Pordoi per la pista delle biglie, rullare al biliardino e fare la guerra delle bombe d’acqua.
Il paradiso dei bambini.
L’inferno di tutti gli altri avventori, MA un purgatorio dei genitori (o facenti funzione), che in fondo sopportano di buon grado qualche disagio e un po’ di confusione in cambio della felicità del proprio pargolo.
A parte la cosa del bar.
A passo di fuga
Perché è estate, fa caldo, l’uomo è rimasto in città e io ho bisogno di leccare qualcosa di buono.
Lancio un urlo al nano (”Torno tra cinque minuti, cerca di non uccidere nessuno. Te compreso”), prendo il cappello, gli occhiali da sole, il portafogli, l’ipod e spensierata e sciocca mi dirigo verso il bar dello stabilimento accanto.
Il bar ha forma di semicerchio e offre, nell’ordine:
- una postazione cocktail, aperitivi, happy hour e molto spritz che quest’anno va di moda;
- una postazione caffè, cappuccino, orrendo beverone caffelatte ghiacciato, teca brioche;
- una postazione snack veloci, patatine, pop corn, cosi al formaggio;
- una postazione autogrill, focacce, toast, panini imbottiti, rustichella, camogli;
- la cassa.
Dietro la cassa, il congelatore Algida dei gelati. Non solo Algida. Ma Algida, per lo più.
Mi metto in coda alle spalle di un bambino brutto e di un tedesco ancora più brutto. Attendo, saluto, domando cortesemente un Magnum. Al cioccolato, grazie. Pago, attendo il resto, accenno mentalmente considerazioni oziose alle spalle del barista.
Che si trova dall’altra parte del semicerchio, dandomi – per l’appunto – le spalle e sta shakerando l’universo. È alto alto, magro magro, capelli scuri, carnagione scura. Indossa una maglia bianca, manica a tre quarti, il contrasto tra la pelle e la maglia è interessante, e poi ha queste grandi spalle quadrate, alto magro e spalle larghe, interessante, mi, lo sto solo guardando, guardare non toccare forse immaginare.
Ha smesso di shakerare.
Si è girato, mi ha guardata negli occhi – ha gli occhi neri – per la classica, interminabile, frazione di secondo e poi ha urlato.
- Tu!
Ma più forte.
– TUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU!
Io.
Io sono scappata.
Col gelato in mano, senza aver ricevuto il resto, lasciando cadere lo scontrino, sono corsa via veloce velocissima coll’intento di raggiungere la mia cabina e chiudermi dentro sino alla fine della stagione.
Lui mi ha raggiunta dopo sei o sette metri. ._.’
Mi ha abbracciata, mi ha sollevata da terra, ho perso il cappello, e gli occhiali, ho detto “Idiota, mettimi giù”, non l’ha fatto, ha continuato a camminare tenendomi tra le braccia e io mi sentivo strana e molto molto più idiota di lui, imbarazzata, tutta rossa, con un braccio intorno alle sue spalle col portafogli e l’ipod e l’altro penzolone con quel kavolo di gelato in mano.
…
Igor.
Il passo successivo
E poi abbiamo parlato, come si parla con qualcuno con cui si era in confidenza (il mio ammmmore, il mio primo ammmmore, ho pianto un semestre quando m’ha lasciata. Entrambe le volte. Stronzo) e che non si vede da mille anni.
E poi lui ha detto: “Ok. Ci baciamo?” e io l’ho guardato come si guarda un bambino ritardato a cui si vuole bene. No, Igor, tesoro, non ci baciamo. Non ci baciamo perché sono passati mille anni da quando mi hai lasciata (stronzo) e adesso c’è un Altro – un Altro al quale sono molto affezionata – non ci baciamo perché (quanto coraggio. Che non ho) non ci baciamo perché (kazzo kazzo kazzo) non ci baciamo perché potrebbe piacermi.
Posted in Igor

October 12th, 2009 at 10:33 am
Chissà perchè ma io Igor me lo immaginavo biondo e con capelli corti….
cosi com è è decisamente meglio
Iris
October 12th, 2009 at 3:33 pm
Igooooooooor??? quell Igor?? oh cavolo..=)
October 12th, 2009 at 10:31 pm
Ecco. Anche io.
Solo che a me non chiede “ci baciamo”, ma fugge dalla mensa guardando il suo piatto vuoto.
Io, almeno, ho il piatto pieno.
October 12th, 2009 at 11:06 pm
@Iris i capelli sono abbastanza corti, ma neri nerissimi. ha la carnagione molto scura: biondo sarebbe oggettivamente inguardabile :D
baci :)
@Lady Hysteria hm. il mio Igor. kavoli ._.’
baci :)
@Astoria nu, aspetta, non ho capito! hai incontrato un tuo antico ammmmore in mensa (è quasi peggio che incontrarlo al chiosco dei Bagni, veh :P) e in più lui è fuggito? potevi colpirlo col tuo piatto pieno, avresti fatto un figurone :D
baci :)
October 13th, 2009 at 12:07 am
Sono qui e ti leggo. E ti comunico che i feed funzionano a dovere ;)
Btw… Igor *.*
Eppoi che è successo?^^
Baci ;)
October 13th, 2009 at 10:26 am
Mi ricorda tanto quando la mia “ex”…la bagassa, dopo un anno che non ci vedevamo e sentivamo, e dopo esserci rivisti nella comune località feriale, all’improvviso mi messaggia : “Mi mancano tanto i vecchi tempi”…
Che so benissimo cose volesse dire…
Come sapevo benissimo che il mese dopo doveva sposarsi…la bagassa :D
October 13th, 2009 at 11:19 am
oddio… perchè io non ho mai il coraggio ne la forza di domare i miei istinti?! … e com’è che poi non vado mai fiera di me e combini mille casini?! … ufff… ho fatto saltare una convivenza per uno che era ed è solo fico. giuro. solo fico.
October 13th, 2009 at 2:39 pm
…e da quando sei in grando di resistere a una tentazione enorme come uno…uno…uno stabilimento balneare? (già che eravamo in tema…)
LuceTentazionale
October 13th, 2009 at 9:57 pm
@Valerie graaaazie :D
eh, Igor. non lo vedevo da boh, sei, sette anni. e quest’estate BOUM ._.’
e poi è successo che sono andata in crisi, nu? tu che avresti fatto se avessi incontrato il tuo primo primo ammmmmore? :)
baci :)
October 13th, 2009 at 10:09 pm
@Rizard “vecchi tempi” è una perifrasi bellissima :D
cmq sì, una situazione surreale e – in qualche misura – dolorosa. buh.
baci :)
@Sodoma hm. io tendo a essere moderatamente fatalista: forse la convivenza è saltata perché qualcosa non andava, al di là del tipo fico. o forse hai fatto una kazzata, ok ^_^’
quando penso ad altre persone con cui sono stata, e dalle quali sono stata lasciata (ammemi piantano sempre, kekkavolo) e per le quali ho sofferto tanto o tantissimo, e penso “se mi fossi comportata diversamente, se non avessi fatto questo o quello o se l’avessi fatto, forse, adesso, noi… saremmo… ancora… ” Dio ce ne scampi e liberi. via via via :D
baci :)
@LuceTentazionale e tieni presente che avevo un MAGNUM in mano, veh. :D
e poi un bacio, kessarà mai… ^_^”
baci :)
October 21st, 2009 at 3:39 pm
Probabilmente sarei scappata pure io :D
Ma forse avrei mollato lì il gelato XD
October 24th, 2009 at 7:44 pm
che bel post :):)
ora lo riscrivi con il finale giusto…?:D
sissi
October 26th, 2009 at 6:55 pm
quindi??????
October 27th, 2009 at 8:17 pm
molto carino… minimalista.
un bacio grande…
si si… sono io ! :-)
November 6th, 2009 at 6:41 pm
Ehm….dopo averti rincorsa per mezzo web…qui come cakkio funziona???? XD
P.s.:ma la riviera delle palme,non è tra Cupra Marittima e S.Benedetto del Tronto? O_O
November 9th, 2009 at 10:35 pm
d’accordo.. un po’ è colpa mia, sparita da tempo immemore, ma anche tu non scherzi con i cambiamenti.. fai i bagagli, pulisci e traslochi qui, in un posto con stelle, nuvolette e cuoricini.. -.-
è bello ritrovarti.. :-)
nbe
November 10th, 2009 at 3:24 pm
beh? ci lasci di nuovo in sospeso così a lungo?
November 19th, 2009 at 12:33 am
@Valerie no, il gelato non si molla! :D
baci :)
@Sissi finale giusto? O_o questo è il finale. l’unico :|
baci :)
@Iris eh… quindi. quindi sono andata un pochino in crisi. così. rivedere Igor. oh. e dirlo all’Altro ^_^’
baci :)
@CerealMovie grazie :)
baci :)
@BlackPitbull nu, cioè forse sì, anche. io intendo il ponente ligure, ecco :D
baci :)
@Nbe questo è un blog part-time ^_^’
baci :)
@Francesco ehm… nu… ecco ^_^”
baci :)